Il Bollettino Ufficiale delle Canarie (BOC) pubblica oggi il Protocollo Generale di Azione che è stato sottoscritto il 17 marzo scorso dai collegi ufficiali di farmacisti di Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife con l'Istituto Canario per le Pari Opportunità per lo sviluppo di azioni volte a prevenire la violenza di genere e a proteggere le sue vittime, e che avrà una durata iniziale di quattro anni.
Il protocollo che oggi entra in vigore è stato sottoscritto dai presidenti del COF di Las Palmas, Juan Ramón Santana Ayala e del COF di Santa Cruz de Tenerife, Manuel Ángel Galván González con la direttrice dell'Istituto Canario per le Pari Opportunità, Mónica Fumero Purriños, con l'obiettivo comune di promuovere attività volte alla difesa dell'interesse pubblico finalizzate alla prevenzione della violenza contro le donne e all'assistenza e protezione delle vittime.
In questo senso, questo protocollo dà continuità a ‘Mascarilla 19’, con lo scopo di renderla una risorsa stabile al servizio delle donne e dei minori vittime di violenza di genere nelle Canarie, rafforzando e ampliando la sua disponibilità in tutto il territorio della nostra Comunità Autonoma, con particolare attenzione alle isole non capitali. Inoltre, contempla la collaborazione nello sviluppo e nella diffusione di campagne pubblicitarie organizzate dall'Istituto Canario per l'Uguaglianza (ICI), volte a prevenire, sensibilizzare ed eradicare la violenza di genere e promuovere l'uguaglianza tra donne e uomini.
Il personale degli uffici farmaceutici riceverà formazione e sensibilizzazione in materia di parità di genere e violenza di genere. A tale scopo, l'ICI fornirà ai COF di entrambe le province il materiale informativo, incluirà nella sua programmazione formativa il personale degli uffici farmaceutici e conferirà un riconoscimento visibile agli uffici farmaceutici che dispongono di personale formato in materia.
I COF delle Canarie si impegnano con questo protocollo a sviluppare l'azione ‘Mascherina 19’, a promuovere l'adesione di più farmacie a quest'ultima, a diffondere il materiale informativo e di sensibilizzazione elaborato dall'ICI. L'implicazione dei professionisti farmaceutici è molto importante, pertanto collaboreranno all'individuazione dei bisogni e alla definizione delle priorità formative, alla diffusione delle azioni e alla loro inclusione attraverso le loro piattaforme formative.
Il successo di una misura di emergenza
Il protocollo che entra in vigore è la continuazione della misura di emergenza adottata dalle parti firmatarie un anno fa, quando fu dichiarato il primo stato di allarme e la popolazione fu confinata nelle proprie abitazioni, sotto il motto ‘Mascarilla 19’, parola chiave con cui si potevano identificare le possibili vittime di violenza di genere che si recavano nelle farmacie. Tutti compresero fin dal primo momento lo stato di vulnerabilità e pericolo in cui molte donne potevano trovarsi di fronte alla nuova e insolita situazione generata dal Covid-19, dove la violenza di genere si manifesta come la più radicale disuguaglianza tra uomini e donne e implica la violazione dei diritti fondamentali delle vittime, tra cui il diritto alla vita, alla dignità e all'integrità fisica e morale.
Questo protocollo rafforza gli obiettivi iniziali di quella misura, come facilitare che le donne vittime di violenza di genere in situazione di confinamento potessero segnalare le loro circostanze per ottenere aiuto, tramite l'uso di due parole chiave, semplici da ricordare e identificare, facendole sentire che non sono sole. Il secondo obiettivo è dissuadere gli aggressori dalle loro condotte, facendo loro sapere che la società nel suo complesso è vigile per proteggere le donne da ogni possibile aggressione.
Il terzo obiettivo è il coinvolgimento degli agenti sociali e sanitari, come nel caso delle farmacie, nella lotta contro la violenza di genere, favorendo un atteggiamento attivo nei suoi confronti e di cura verso le donne e i loro minori o persone a carico. Tra i suoi obiettivi principali vi è anche quello di sensibilizzare l'intera società sul problema sociale della violenza di genere, favorendo un atteggiamento attivo di rifiuto nei suoi confronti.

