Chi dice che l'anno scolastico ha i suoi mesi di riposo in estate? Noi farmacisti siamo sottoposti a valutazioni continue; o per “studiosi superficiali” che ottengono tutte le loro informazioni da fonti discutibili: o da internet, o da discipline apprese con giudizioso senso.
Nel primo dei casi ci sono:
– fin dai lumi, almeno per quanto si presume, che ci dilettano con una lezione magistrale delle conoscenze che toccherà quel giorno. Come chi, in piena ondata di calore, ci ha insegnato come bere l'acqua affinché essa svolga, completa e bene, la sua funzione: “L'acqua va bevuta a piccoli sorsi e non tutta d'un fiato.erás, i minerali si distribuiscono eiegan il corpo poco a poco, allo stesso modo in cui abbandonano il organismo. Se lo fai tutto in una volta, i minerali si dislocano e non sanno dove andare e escono tutti di colpo dal urina. Si basa su teorie scientifiche. Lo dice internet.
– persino gli intenditori della tavola periodica che complicano ciò che è semplice, come chiedere la bevanda arancione contenente cloro, sodio e potassio; invece di succo d'arancia al retrogusto.
Nel secondo gruppo, abbiamo:
– lezioni di filosofia e metafisica avanzata. Domande come: “la saliva finisce? In che momento?”, o telefonate di prima mattina di sabato dopo un turno di guardia, in cui qualcuno che non si identifica ti dice: “sono quell'uomo che passa dai farmacisti”, e mi fa sentire tra l'emozionata e la spaventata.
– matematica e sistemi di misurazione per calcolare le taglie dei prodotti ortopedici o, per così dire, dosi di prescrizione discutibile, come l'assunzione di più di 5 compresse di metotrexato al giorno, dosi di antibiotici tipiche degli adulti nei neonati, o l'assunzione di un oppiaceo ogni 20 minuti.
– fisica, con la quale le forze acustiche urlano, appena entrati, “lasciamelo di punta media perché il sottile non lo sento e il grosso non mi entra”. È allora che scatta la lista di domande con gli altri compagni in farmacia per sapere con chi ha parlato e di cosa, e risolvi il pasticcio. Qualcuno chiarisce con voce melodiosa che chiede i ricambi degli spazzolini da denti.
La ricreazione arriva con il momento di relax che ti strappa un sorriso quando senti chiedere “un orgasmone!” (Organón®).
E il giorno non può finire senza lo studio e il riciclaggio delle lingue regionali: “lasciami qualcosa per pomo, che ce l'ho divaricate e vediamo se così mi scende la palla dalle madri.

Julia Machado.
Farmacia a Lomo Magullo.
